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Minare con gli Echo Dot: si può fare?

da Giovanni Correddu
Pubblicato: Aggiornato il: 0 commenti

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Nell’ultimo periodo si è parlato sempre di più del mining. Una delle ragioni è stata legata alla non rintracciabilità delle schede video. Infatti, durante il 2020 i miner hanno fatto man bassa di schede. E questo è successo in contemporanea con la presentazione delle nuove serie NVidia GeForce 3000 e AMD Radeon 6000.

I negozi online si sono ritrovati con liste d’attesa della durata di oltre sei mesi per riuscire a procurare poche manciate di schede. I grandi produttori di computer hanno messo in vendita PC privi di schede video (di solito con processori dotati di scheda video integrata).

Comunque, per minare esistono delle soluzioni alternative. Ne abbiamo parlato in precedenti articoli. Per esempio, ricordate questi articoli?

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E qualcuno ha iniziato a sfruttare anche altri strumenti: le Smart TV e altri elettrodomestici connessi (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi).

In questo articolo ci soffermeremo su uno strumento alla portata di tutti: gli Echo Dot, ossia gli altoparlanti intelligenti. Scopriremo un trucco per minare che, però, permette solo ad alcuni utenti di guadagnare.

Ingredienti del mining con gli Echo Dot

Le informazioni che seguono permetteranno di guadagnare solo a musicisti e addetti ai lavori. Comunque, chiunque può provare per sostenere il proprio artista preferito (o, se vuole, l’autore di questo articolo).

Scopriamo quali strumenti ci servono:

  • Almeno un altoparlante intelligente (facoltativo)
  • Un PC
  • L’App di riferimento
  • Un account a ciascun servizio di streaming audio supportato dall’altoparlante
  • Un account in un servizio di distribuzione musicale
  • Altri dispositivi (facoltativi)

Nel nostro test faremo riferimento agli Echo Dot prodotti da Amazon, ossia quelli della famiglia Alexa, ma quanto indicheremo sarà applicabile anche con quelli di Google e di altre marche.

Anche se non è obbligatorio l’uso di un altoparlante smart, è altamente consigliabile. Infatti, è possibile impostare uno o più PC, nonché uno o più smartphone per seguire questa guida.

Account

Oggi i musicisti distribuiscono la loro musica nei servizi di streaming musicali che, in tutto il mondo, sono più di 250. Molti scelgono DistroKid, il distributore “ufficiale” su Spotify.

Dopo aver pubblicato almeno un brano tramite un distributore, si potrà trovare nei principali servizi di streaming: Spotify, Apple, Amazon, Deezer, YouTube, ecc. Se ci si avvale di DistroKid, saranno garantiti tutti i servizi esistenti e, tramite i semplici comandi che troviamo nel sito, quelli futuri. L’account di DistroKid include la distribuzione automatica o manuale a tutti, tranne Snapchat (va selezionata manualmente perché è ancora in fase beta) e Shazam (ha un costo fisso annuale esterno a DistroKid).

Ora che la musica è online, si può ascoltare scegliendo uno dei servizi in cui è distribuita. Ad alcuni servizi si può accedere gratuitamente, ad altri pagando. Vediamo con quali servizi conviene fare il nostro test.

Spotify

Questo è il primo servizio a cui vorremo iscriverci. L’account base è gratuito e ci permette di ascoltare qualsiasi brano musicale del suo database. Assicuriamoci di aver installato nel PC l’App ufficiale di Spotify.

L’App per PC è l’unica che ci permetterà di guadagnare ascoltando la nostra musica con un account gratuito.

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In basso a destra dell’App troviamo due utilissime funzioni: la scelta del dispositivo e la regolazione del volume.

Dopo aver selezionato la nostra musica e aver cliccato sul Play, la musica si ascolterà tramite il PC. L’icona a forma di altoparlante ci permette di trasferire l’ascolto a un dispositivo compatibile presente nella stessa rete.

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Non dovremo perdere tempo in chissà quali procedure complicate. L’App scansiona in tempo reale la rete a cui il PC è connesso, sia tramite cavo LAN che tramite Wi-Fi, e riporta tutti i dispositivi rilevati. I dispositivi mostrati dalle immagini ci mostrano gli Echo Dot accesi e connessi alla rete e due lettori Blu-ray.

Indirizziamo la musica verso uno di questi dispositivi. Per non disturbare, impostiamo il volume al minimo. Usando l’icona per la riproduzione casuale garantiremo un ascolto continuo finché non interagiremo con il dispositivo a cui abbiamo associato Spotify.

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Amazon

Con Amazon abbiamo bisogno di un account Prime, che ci permette di ascoltare la musica in streaming senza problemi. Non è obbligatorio un account Amazon Music Unlimited.

Per ascoltare la musica, è consigliabile l’uso di un dispositivo Alexa a cui dire il seguente comando:

Alexa, metti la mia musica

Di solito, il comando “Alexa, metti la musica di [tuo nome oppure nome dell’artista musicale con cui collabori o che vuoi sostenere]” non è affidabile. Si può comunque provare a creare una playlist personalizzata.

A questo punto, ascolteremo qualsiasi album e brano abbiamo acquistato. Questo significa che, per ascoltare la propria musica, un musicista dovrà farne un acquisto. Visto che DistroKid dà ai musicisti il 100% delle royalties, si sarà “risarciti” dell’acquisto a tempo debito. Altri distributori potrebbero pagare una percentuale inferiore.

L’account Amazon Music base permette l’ascolto su un solo dispositivo per volta. Con Amazon Music Unlimited si potrà ascoltare la propria musica da più dispositivi in contemporanea.

Per non disturbare, aggiungete il seguente comando:

Alexa, volume (al) minimo

Nota: i comandi della guida di Amazon richiedono che il servizio musicale predefinito sia Amazon Music.

Che dire degli altri servizi?

Dicevamo sopra che ci sono oltre 250 servizi di streaming musicale. Visto che ognuno richiederebbe delle specifiche impostazioni, vi lanciamo la seguente idea di fare le vostre prove. Ma vanno bene tutti i servizi? No, ma solo quelli supportati. Per esempio, Alexa supporta quelli che seguono:

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Andando nel sito delle impostazioni di Alexa, si potrà decidere il servizio predefinito.

Ma quanto si guadagna?

Minare con una scheda video installata in un PC molto potente potrebbe far guadagnare centinaia di dollari nell’arco di poche ore o di pochi giorni, ma richiede un grande consumo energetico. Inoltre, la moneta virtuale è difficile da riscattare, perché va venduta in un servizio online specifico e potrebbe comportare perdite prima di trasformarsi in denaro reale. In alternativa, la moneta virtuale si può utilizzare per alcuni acquisti virtuali.

Con la musica, il denaro è reale sin dall’inizio. Ogni brano ascoltato ha un guadagno fisso che cambia in base al servizio di streaming e al tipo di account da cui è stato ascoltato. In media, ogni streaming di un brano è pagato 0,004 dollari.

4 millesimi di dollaro sembrano pochi? Prima di realizzare questa guida, ho fatto un lungo test, durato oltre sei mesi. Com’è andata? Ho guadagnato una media di 10 dollari settimanali. Ecco qualche dettaglio.

Di solito, faccio partire l’ascolto tramite Spotify intorno alle 6,30 del mattino. Lo interrompo alle 23,30 circa. Qualche volta l’ho “dimenticato” attivo (e me ne sono accorto alle 3,00, quando Alexa improvvisamente aumenta il volume; e non vuol saperne di impostarsi in modo da non farlo!).

Come si è notato dalle immagini, il dispositivo chiamato Bagno è quello che uso principalmente per “minare” con Spotify.

Gli altri Echo Dot presenti in casa, però, non sono sempre disponibili. Quando ce n’è uno libero oppure quando non c’è nessuno in casa, allora ne scelgo uno per far partire anche lo streaming tramite Amazon Music.

Quando si è pagati?

Un’“antica” regola della Musica (ma è presente anche in altri campi) è che i pagamenti delle royalties avvenga a distanza di almeno tre mesi. Pertanto, dallo streaming di ogni brano questo è il tempo che si dovrà aspettare prima di poter riscattare le entrate.

Iniziando oggi a minare con il metodo qui indicato, fra tre mesi se ne potranno vedere i frutti. Questo significa anche che il “risarcimento” per aver acquistato la propria musica arriverà dopo tre mesi.

Se è possibile utilizzare almeno 3 Echo Dot in contemporanea, impostando su ciascuno di essi un diverso servizio di streaming (Spotify, Amazon Music e Apple Music) facendo in modo che suonino per più di 15 ore al giorno, si potrà guadagnare un minimo di 15-20 € settimanali. Non sarà uno stipendio, ma sarà una base per cominciare.

Si aggiunga, inoltre, che un Echo Dot costa intorno ai 20 € (nei periodi di sconti come quelli offerti dal Black Friday). In circa 4-6 settimane, quindi, si coprirebbero i costi. Un computer per il mining costa decisamente di più (migliaia di euro). E i consumi elettrici di un Echo Dot sono di sicuro più bassi rispetto un computer.

Infine, si può chiedere ad amici e fan di sostenerci seguendo questa guida.

È legale?

All’inizio dell’anno ci occupammo di un problema presente inizialmente su Spotify ma che, poi, si è ritrovato anche in altri servizi musicali online: i bot. Questi sono illegali. Come funzionano? Con una piccola spesa, un musicista può acquistare centinaia, se non migliaia, di account automatici (bot) che ascoltano la sua musica 24 ore su 24. Visto che questi account non sono associati a esseri umani ma a bot, Spotify cancella l’account dell’artista e non ne accetta più la musica.

Questi bot possono costare centinaia di Euro/Dollari (anche oltre 1.000).

Che dire del metodo indicato in questo articolo? Non stiamo usando nessun bot. Come si nota, ogni giorno avvio e chiudo manualmente (o con la voce) l’ascolto della musica. Inoltre, lo streaming è associato a un account appartenente a me, ossia a un umano.

Conclusione

Abbiamo un metodo per guadagnare con la musica senza spendere molto. Dopo poche settimane, le (piccole) entrate permetteranno di coprire almeno una parte delle regolari spese della vita. E poi è un modo per divertirci e far divertire in modo sano.

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