Home News Qual è la differenza tra le sigle LP e EP?

Qual è la differenza tra le sigle LP e EP?

da Giovanni Correddu
0 commenti
Ascolta l’episodio qui

Vi siete mai chiesti perché esistano tanti tipi di sigle per indicare gli album musicali? Forse non è sempre del tutto chiaro perché gli artisti usino queste sigle e neanche quale sia il loro obiettivo.

La maggior parte di queste sigle nacque negli anni ’50, quando scoppiò il boom commerciale del vinile. Prima di allora, infatti, non c’era l’usanza di vendere album musicali; inoltre, i giradischi erano poco accessibili alla maggior parte degli americani.

Visto che i dischi in vinile avevano uno spazio molto limitato, si iniziò a usare la dicitura “Side A” (Lato A) e “Side B” (Lato B). Indicava semplicemente su quale faccia del disco era stato inciso ciascun brano.

Oggi, anche se la maggior parte della musica è pubblicata attraverso mezzi digitali e non ci sono più le limitazioni del vinile, le antiche sigle degli album continuano a essere usate.

Oggi si usano principalmente per ragioni di marketing. Per esempio, servono a indicare alcune informazioni tecniche relative al tipo di uscita programmato e al pubblico a cui è destinata.

Approfondiamo la storia dei tipi di album e scopriamo come si possono inserire nel contesto moderno sia dal punto di vista dell’ascoltatore che del marketing.

Cos’è un album?

Dal punto di vista musicale, un album è una raccolta di brani destinati al lato A e al lato B, rappresentando così i 2 lati di un disco in vinile long-playing (LP).

All’inizio, i dischi in vinile erano per lo più compilation che contenevano musiche scritte e/o registrate da differenti artisti. Spesso si usava anche la sigla AA.VV. (“Autori vari”). Inoltre, le prime compilation potevano contenere registrazioni del repertorio di una singola orchestra.

Questa definizione si può ritenere valida fino all’arrivo dei Beatles negli anni ’60. Loro, infatti, aprirono la strada ai vari formati d’album, quando iniziarono a registrare raccolte di canzoni progettate per adattarsi a un album e per essere commercializzate come tali. Le canzoni erano fra loro slegate, ovvero non seguivano un tema, o argomento, unico.

Ecco perché, di lì a poco (in particolare negli anni ’70) prese forma il concept album, una compilation di canzoni che trattavano lo stesso tema. A differenza di un’opera o di un musical che contengono una trama, i concept album non avevano necessariamente una trama. Le canzoni potevano essere cantate nell’ordine che si preferiva. Fra l’altro la melodia di molte canzoni si ripeteva in altre canzoni. Solo l’argomento di ogni brano era sempre lo stesso. In alcuni casi, tutte le canzoni erano legate fra loro senza alcuna pausa.

Uno dei primi concept album registrati in Italia è stato Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni, da cui furono tratti immediatamente due film. Uno era destinato al cinema, l’altro era un video musicale lungo quanto l’album originale e l’album di Baglioni successivo (Gira che ti rigira amore bello). In anni recenti Baglioni ha pubblicato un album che contiene i brani originali più quelli che erano rimasti inediti. In contemporanea è stato realizzato un nuovo film che segue la “trama” del concept album originale.

I 5 tipi di album più comuni

Scopriamo quali sono i 5 tipi di album più comuni nella musica: LP, doppio LP, EP, singolo e mixtape.

  1. LP

Originariamente lo LP metteva a disposizione un massimo di 23 minuti per lato. Pertanto, l’intero disco poteva durare fino a 46 minuti. Ecco perché spesso i primi album non superavano quel tempo.

In seguito, la tecnologia ha permesso di superare il limite dei 23 minuti.

Ovviamente la musica digitale non ha limiti di tempo.

Quel periodo storico fu ben sfruttato dagli artisti, che riuscirono a pubblicare tanta bella musica.

Nonostante i limiti dei 46 minuti totali, quel periodo storico fu ben sfruttato dagli artisti, che riuscirono a pubblicare tanta bella musica.

Un artista poteva creare un’intera narrazione ed esplorare una buona quantità di idee e suoni in un concept album, mentre gli ascoltatori apprezzavano la durata del disco. Potevano sedersi e ascoltare l’album tutto d’un fiato.

Capite perché la sigla LP è ancora presente? Se accompagna un album musicale che volete acquistare, saprete che non durerà molto e che potrà essere ascoltato facilmente senza distrarsi. LP è ancora il formato principale usato dai nuovi album musicali.

2. Il doppio LP

Originariamente il doppio LP era un album che conteneva due dischi in vinile. Pertanto, metteva a disposizione 4 lati e un tempo di riproduzione approssimativo di 1 ora e 32 minuti.

I doppi LP sono da sempre associati al magnum opus di un artista, ovvero la sua più grande opera.

Fra gli anni ’60 e la fine degli anni ’80, un doppio LP costituiva una pubblicazione importante contenente il miglior lavoro di un’artista.

I doppi LP sono sempre stati associati al magnum opus di un artista, ovvero alla sua più grande opera.

Ciò era dovuto in parte all’alto costo richiesto dalla pubblicazione di un doppio LP e al lavoro richiesto per scrivere e registrare un’ora e mezza di materiale.

The Wall dei Pink Floyd e The White Album dei Beatles sono due esempi iconici di doppi LP che sono considerati pubblicazioni importanti e considerati ampiamente il picco delle carriere dei due gruppi.

I doppi LP sono spesso riservati anche alle compilation di greatest hits, specialmente per le pubblicazioni post-mortem, che comprendono l’opera omnia di un artista.

3. L’EP

Gli album extended-play, o EP, sono più brevi di un album LP ma più lunghi rispetto a un singolo lato: in genere presentano 4-5 tracce per la durata totale di 25-30 minuti.

Originariamente gli EP diventarono popolari perché erano più economici da produrre e spedire: erano più piccoli e leggeri rispetto agli LP costruiti con il pesante vinile.

Ecco perché diventarono popolari fra i gruppi punk e indie alla fine degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80.

Generalmente le pubblicazioni EP sono utilizzate da artisti emergenti che stanno cercando di pubblicizzarsi in modo più rapido, ma risparmiando sui costi.

All’epoca furono un buon mezzo per far esprimere la creatività sonora di un artista, senza che si sentisse obbligato a partire con un album molto lungo e costoso.

Molti artisti emergenti oggi pianificano la loro prima uscita (che non va confusa con il singolo) come EP, perché così riceverà critiche più moderate dai recensori musicali e sarà spesso commercializzato come il primo passo di un artista verso una pubblicazione più grande.

4. Il singolo

Il singolo è probabilmente il genere più importante di pubblicazione musicale, specialmente nell’era dello streaming digitale.

Da sempre il singolo è stato considerato un elemento importante nella strategia di marketing di un artista.

I singoli sono utili per promuovere l’imminente uscita di un nuovo album, perché forniscono alla stampa e alla radio una traccia specifica da promuovere e recensire.

La pubblicazione del singolo di solito rappresenta il miglior lavoro del nuovo album, o per lo meno dovrebbe essere una traccia memorabile e orecchiabile.

Un singolo è come la traccia che ha il maggior appeal per il più vasto pubblico possibile.

I singoli di solito non superano i 3 minuti e 30 secondi. Così sarà più facile farli adattare alle rotazioni radiofoniche e alle playlist.

Ai tempi del vinile, la maggior parte dei singoli usciva come una pubblicazione a 2 lati, con una seconda canzone sul Lato B, semplicemente perché un singolo vinile aveva 2 lati da incidere. In alcuni casi, il Lato B poteva contenere una versione diversa dello stesso brano (magari più lunga).

Ma, con la distribuzione digitale e le raccomandazioni basate sugli algoritmi delle piattaforme di streaming, le singole uscite sono diventate più popolari che mai, specialmente nella scena della musica elettronica e dell’hip-hop.

Di solito questi generi si basano su una piccola squadra di produttori in grado di produrre tracce in tempi brevi; quindi, ha senso per loro pubblicare spesso tracce singole per attirare l’attenzione non solo dei fan ma anche dell’algoritmo di streaming.

5. Il mixtape

Ecco un interessante tipo di album che proviene dal mondo hip-hop e che nacque durante l’era delle cassette.

Le cassette potevano essere duplicate rapidamente a basso costo e poi vendute o addirittura distribuite gratuitamente.

Negli anni ’90, le cassette erano diventate il metodo più economico per pubblicare musica.

I produttori e i rapper hip-hop doppiavano le loro tracce su cassette, che potevano essere duplicate rapidamente e a basso costo e poi vendute o addirittura distribuite gratuitamente durante eventi speciali, serate per DJ e spettacoli rap.

Per un rapper emergente che voleva pubblicizzare un’uscita, il mixtape era un formato fresco, spensierato e conveniente per la pubblicazione di musica.

Dopo la digitalizzazione della musica il mixtape è rimasto parte integrante della tradizione hip-hop. Drake, Chance the Rapper e Young Thug sono esempi di rapper che hanno pubblicato mixtape digitali commercializzati in modo diverso rispetto alle loro pubblicazioni più importanti.

Il bello del mixtape è che non ha molte regole. Per esempio, non è mai stato stabilito quanto l’album dovesse essere lungo né quale dovesse essere la qualità delle registrazioni.

Il mixtape è semplicemente una raccolta di canzoni che l’artista pubblica, spesso con poca cura. Questo è dimostrato da un altro termine tecnico: “Dropping my mixtape”. Questa espressione si riferisce a una pubblicazione improvvisata contenente una raccolta di canzoni interessanti e orecchiabili.

Distribuzione di un album

Produrre e pubblicare musica non è mai facile. Scrivere, registrare, produrre e finalizzare qualcosa così che sia pronta per la pubblicazione è meraviglioso!

Ma un artista che è pronto a pubblicare quale terminologia dovrà usare? EP, LP, doppio EP, singolo o mixtape? Semplicemente album!

Le realtà relative alle pubblicazioni musicali sono cambiate radicalmente con le piattaforme di streaming e altri sistemi digitali; i limiti fisici e il costo del vinile oggi sono trascurabili.

Naturalmente, gli album che contengono singoli sono tuttora una parte importante della strategia promozionale.

Suggerimento per i musicisti

Se desideri pubblicare su tutte le piattaforme di streaming, come Spotify e Apple Music, dà un’occhiata a DistroKid. Questo servizio ti aiuterà a pubblicare in tutto il mondo.

Che si tratti di un album, di un EP, di un doppio LP, di un mixtape o di un singolo, buona fortuna per la tua prossima pubblicazione!

Non perdere questi contenuti:

Lascia un commento