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Retrogaming: Bejeweled

da Giovanni Correddu
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Bejeweled è un puzzle game rilasciato nel 2001. È stato il primo gioco sviluppato da PopCap con questo nome. Bejeweled prevede l’allineamento di tre o più gemme multicolori da eliminare dal tabellone di gioco, con reazioni a catena potenzialmente successive. La sua peculiarità fu che richiedeva un Browser per funzionare. Era quindi compatibile con qualsiasi computer e dispositivo dotato di connessione a Internet.

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Infatti, nacque come videogioco Java compatibile. Il suo titolo iniziale era Diamond Mine. In occasione della sua entrata nel mondo commerciale, fu ribattezzato Bejeweled. Il 30 maggio 2001 uscì con il nome di Bejeweled Deluxe.

Il gioco ha venduto oltre 10 milioni di copie ed è stato scaricato più di 150 milioni di volte. Ne sono seguiti diversi sequel e spin-off, nonché un’infinità di cloni.

Gameplay

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L’obiettivo principale di Bejeweled consiste nel tentare di scambiare 2 gemme adiacenti di 7 colori (colorate di Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Blu, Viola e Bianco) per creare una linea o una fila di 3 o più gemme, che scompaiono una volta allineate. Allineare più di quattro gemme o eseguire più sequenze contemporaneamente assegna punti bonus. Quando le gemme vengono eliminate dal tabellone, quelle sopra il tabellone di gioco cadono verso il basso, causando potenziali reazioni a catena, che assegnano più punti al giocatore. Il giocatore è in grado di utilizzare il pulsante Suggerimento per trovare una corrispondenza, ma sottrarrà punti e ridurrà la barra di avanzamento.

Bejeweled presenta due modalità di gioco, ognuna con diverse regole.

La modalità di gioco standard prevede il tentativo di segnare il maggior numero possibile di punti, per far crescere la barra di avanzamento nella parte inferiore dello schermo. Una volta riempita completamente, il giocatore passa al livello successivo; il valore dei punti guadagnati aumenta di livello in livello. Il numero di punti necessari per raggiungere il livello successivo aumenta al raggiungimento di ogni nuovo livello. Se non ci sono mosse, la partita finisce.

La modalità di gioco a tempo presenta regole simili a quella standard, ma la barra si accorcia quando il giocatore non fa alcuna mossa. Il numero di punti ricevuti è leggermente superiore alla modalità standard. La barra inizia a metà e si accorcia più velocemente con l’avanzamento della partita. Quando si svuota, il gioco finisce. Se il giocatore esaurisce le mosse, appare un nuovo tabellone di gioco invece del game over.

Sviluppo

Lo sviluppo di Bejeweled iniziò intorno al 2000 quando la Sexy Action Cool fu ribattezzata in PopCap Games; la squadra voleva realizzare un gioco semplice, compatibile con tutti i browser e realizzato in Java. Diamond Mine era una variante di Colors Game (Shariki), un gioco che prevedeva l’abbinamento di tre o più scatole colorate, ma privo di grafica, animazione o suoni. Agli sviluppatori inizialmente non piacque perché il gioco era stato codificato male; infatti, era necessario aggiornare la pagina a ogni mossa. Comunque, il gameplay fu apprezzato. Ecco perché il progetto non morì sul nascere, ma fu deciso di ripartire da zero. La decisione di usare oggetti di gioco in diversi colori fu presa pensando anche ai daltonici, scegliendo colori “universali”, o facili da riconoscere da chiunque. Fra gli oggetti pensati originariamente ci furono i frutti, ma furono respinti perché sembravano troppo rotondi; poi furono valutate le gemme, ma le pietre preziose non erano molto “ricercate” sul Web in quel periodo. La decisione finale fu di usare delle semplici forme geometriche.

All’inizio la modalità a tempo non era stata pianificata. Poco prima del rilascio del videogioco, fu deciso di aggiungere questa funzione solo nel tutorial.  Diamond Mine fu sviluppato in Java e rilasciato nel novembre 2000. Il primo nome del videogioco, Diamond Mine, richiamava la canzone della band country rock canadese Blue Rodeo. Lo sviluppo di Diamond Mine richiese meno di un mese.

In collaborazione con Microsoft, Diamond Mine diventò parte dei videogiochi e dei software di Microsoft Zone, l’antenato dell’attuale Microsoft Store. PopCap strinse accordi con Microsoft non solo per la distribuzione del videogioco ma anche per le campagne pubblicitarie. Tuttavia, Microsoft suggerì di cambiare il nome. Infatti, esisteva già un gioco intitolato, Diamond Mines. Microsoft suggerì diverse alternative, tra cui il nome Bejeweled, un gioco di parole derivato dal film Bedazzled (Indiavolato in italiano). Dopo 3 mesi, arrivò la versione definitva di Bejeweled Deluxe. All’interno del videogioco, è possibile sentire la voce di Jason Kapalka, il game designer. La colonna sonora di Bejeweled Deluxe fu composta da Peter Hajba.

La versione per Microsoft Windows arrivò il 30 maggio 2001. Dopodiché fu fatto un porting per Mac OS X, che fu pubblicato l’anno successivo.

Altri porting e edizioni successive

Visto che il progetto iniziale era che il videogioco fosse universalmente compatibile, sfruttando il linguaggio Java e i vari browser, ben presto arrivarono le versioni compatibili con tutti i sistemi operativi dei dispositivi mobili dell’epoca: BlackBerry PDA, Palm OS, Windows Mobile. I porting furono assegnati ad Astraware e completati nell’arco di pochi mesi. Oberon Media si occupò della versione per Xbox.

Alcuni anni dopo, arrivarono altre versioni Mac compatibili: nel 2006 per iPod e nel 2007 per iOS Safari. Per l’iPod fu rilasciato anche Bejeweled 2.

Fra il 2005 e il 2011, PopCap Games collaborò con Electronic Arts (che dal 2011 è ufficialmente sua proprietaria).

Eredità

Il successo di Bejeweled è stato tale che ne sono derivati diversi sequel, disponibili nel client EA (ex Origin):

  • Bejeweled 2
  • Bejeweled 3
  • Bejeweled Twist
  • Bejeweled Blitz
  • Bejeweled Stars
  • E altri

Nel 2020, Bejeweled è stato inserito nella World Computer Video Game Hall of Fame.

Ma il successo non è rimasto solo in casa EA (nella cameretta di PopCap). Infatti, sono nate centinaia (o forse migliaia?) di cloni. Ne segnaliamo uno in particolare: Sweet Bitcoin di Bling. Questo clone ben riuscito sfrutta la pubblicità fra un livello e l’altro per accumulare microvalute da riscattare su Coinbase. Abbiamo già parlato di Bling in un precedente articolo.

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