Recensione Kobo Clara Colour: basta il colore per cambiare la lettura? Pro, contro e trucchi dopo 3 settimane

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C’è voluto del tempo per convincere il mercato che la lettura digitale potesse uscire dall’austero recinto del bianco e nero senza trasformarsi per forza in un tablet. Quando Kobo ha presentato il Clara Colour, la curiosità era tanta: portare la tecnologia E-Ink a colori sul fattore di forma più popolare, il 6 pollici, a una cifra che punta dritta al pubblico di massa.

Abbiamo testato a fondo questo piccolo eReader per diverse settimane e il primo verdetto è netto: ha soppiantato completamente la lettura cartacea (e io sono un topo da biblioteca). Ma c’è di più. È diventato il perfetto sostituto di tutti quei momenti morti della giornata – i venti minuti sul bus urbano o la pausa caffè la mattina a colazione – che prima finivano inevitabilmente fagocitati dallo scrolling compulsivo dello smartphone. Con questo dispositivo in tasca, quel tempo torna a essere lettura vera.

Non è però un dispositivo privo di spigoli. Tra compromessi hardware, rincari di mercato e qualche difetto di fabbrica, vediamo nel dettaglio come va con questa recensione.

Lo schermo Kaleido 3 e l’imprevisto del pixel pigro

La vera novità sta nel pannello E-Ink Kaleido 3 da 6 pollici, ma per capire come funziona bisogna fare un passo indietro su una sigla fondamentale: i PPI (Pixels Per Inch, ovvero pixel per pollice).

Nei lettori digitali, il PPI misura la densità dei punti: più alto è il numero, più i singoli pixel sono microscopici e vicini tra loro, fino a diventare invisibili all’occhio umano. Il traguardo dei 300 PPI – lo standard aureo introdotto anni fa da modelli come il Glo HD – equivale alla nitidezza di un libro stampato in tipografia: i contorni delle lettere sono netti, rotondi, privi di quelle sgranature a scaletta tipiche dei vecchi schermi.

Su Kobo Clara Colour, però, la risoluzione è sdoppiata:

  • 300 PPI per i testi e i tratti in puro bianco e nero;
  • 150 PPI per tutto ciò che contiene colore (copertine, illustrazioni, evidenziazioni).

Questo dimezzamento della densità cromatica deriva dall’architettura stessa del display: sopra al tradizionale strato di microcapsule in bianco e nero è applicata una griglia di filtri fisici colorati (CFA). L’occhio percepisce il colore a una definizione inferiore, con un tratto visibilmente più morbido e meno scolpito.

Ed è proprio da questa sovrapposizione che scaturisce quello che tra addetti ai lavori e appassionati viene chiamato “effetto quotidiano” (o effetto carta di giornale).

La presenza della pellicola a colori sopra le particelle di inchiostro produce due conseguenze inevitabili:

  1. La trama visibile (retino di stampa): Avvicinando lo sguardo alla pagina non si ha la sensazione del foglio liscio di un libro rilegato, ma si nota una finissima grana di fondo, simile alla retinatura dei quotidiani cartacei o della carta riciclata da edicola. È una sorta di leggero “nido d’ape” sempre presente.
  2. Il fondo più grigio: Il filtro assorbe parte della luce ambientale. Rispetto al bianco candido di un pannello E-Ink Carta tradizionale, la base di lettura a luce spenta risulta più scura, con quel tipico tono grigio-cenere della carta da quotidiano.

La resa cromatica resta pastello, delicata, nostalgica: non ha nulla a che vedere con l’esplosione satura di un AMOLED, ma per evidenziare i saggi con colori diversi, sfogliare grafici e dare un volto alle copertine sul comodino è una comodità impagabile, a patto di accettare che il bianco non sarà mai immacolato come sui modelli monocromatici.

Proseguendo, a gestire la lettura notturna c’è l’ottima illuminazione ComfortLight PRO, ormai irrinunciabile: la regolazione della temperatura verso tonalità ambrate e calde accompagna verso il sonno senza affaticare la retina. Purtroppo manca il sensore di luminosità ambientale: niente regolazione automatica, dovrete gestire l’intensità manualmente tramite swipe sul bordo sinistro dello schermo (veramente tanto comoda).

L’intoppo del nostro esemplare:

Il modello da noi acquistato – nuovo e sigillato – è arrivato con un pixel difettoso (o “morto”). Sugli schermi E-Ink questo fenomeno si manifesta quando una microcapsula resta bloccata su un unico stato (solitamente nera o bianca) a causa di una carica elettrostatica non uniforme o di un micro-difetto nel film sottostante. È una noia visibile soprattutto sulle pagine chiare.

Recensione Kobo Clara Colour: basta il colore per cambiare la lettura? Pro, contro e trucchi dopo 3 settimane

Abbiamo risolto la questione direttamente con l’assistenza di Unieuro, che ha riconosciuto l’anomalia emettendo un rimborso parziale di 20 euro. (Trovate i nostri link affiliati a Unieuro in calce all’articolo).

La coppia vincente: SleepCover e telecomando per pigri seriali

Recensione Kobo Clara Colour: basta il colore per cambiare la lettura? Pro, contro e trucchi dopo 3 settimane

Se volete sfruttare davvero il Clara Colour, ci sono due accessori da mettere subito nel carrello.

  1. La SleepCover magnetica: È essenziale. La sua struttura a origami permette di posizionare il lettore in verticale sul tavolo (comodissimo quando si fa colazione con una tazza in mano) e risparmia la seccatura di dover premere ogni volta il tasto di accensione sul retro grazie al risveglio automatico.
  2. Il telecomando Bluetooth per voltare pagina, Kobo Remote: Qui entriamo nel territorio della comodità assoluta. Poter appoggiare il Kobo sul tavolo, tenere le mani al caldo in tasca durante l’inverno o distese sul piumone e sfogliare con un click toglie perfino la frizione muscolare di toccare il display.
    Chicca inaspettata: il Kobo Remote viene riconosciuto senza problemi anche da un PC Windows, trasformandosi all’occorrenza in un telecomando tascabile per mandare avanti le slide su PowerPoint o software simili. Per 20 euro (quando in offerta) dovrebbe fare anche il caffè!

Attenzione però alla batteria: se usato da solo, il Clara Colour dura tranquillamente settimane con una sola carica grazie alla batteria ben calibrata e ai consumi ridotti dell’E-Ink (in quanto consuma batteria solo quando cambia pagina). Ma se collegate il telecomando, la musica cambia: Kobo forza l’accensione simultanea di Bluetooth e Wi-Fi, con il risultato che la batteria viene letteralmente divorata in pochi giorni.

Memoria, ecosistema e il nodo del prestito digitale

Sul fronte dell’archiviazione troviamo 16 GB di memoria interna. Per soli libri di testo ed ePub sono una quantità smodata, praticamente impossibili da riempire nel corso di una vita. Fanno comodo se caricate qualche fumetto o se sincronizzate articoli lunghi dal web: oltre al vecchio Pocket (ormai dismesso), la gestione dei formati aperti consente di leggere comodamente anche i testi salvati tramite servizi di terze parti come Instapaper.

Recensione Kobo Clara Colour: basta il colore per cambiare la lettura? Pro, contro e trucchi dopo 3 settimane

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei libri, non siete legati mani e piedi al negozio Kobo (come nel caso dei Kindle):

  • MLOL (MediaLibraryOnLine): Potete prendere in prestito gratuito migliaia di titoli dalle biblioteche pubbliche. Se non lo avete mai configurato, vi rimandiamo alla nostra guida completa all’uso di MLOL su Kobo.
  • Il compromesso Adobe DRM: L’esperienza MLOL, purtroppo, è ancora legata a doppio filo ai vecchi DRM di Adobe. L’autorizzazione tramite Adobe Digital Editions resta macchinosa e ingessata, limitando l’esperienza d’uso complessiva e privandovi di alcune statistiche avanzate di lettura.
  • Capitolo Audiolibri: La sezione Bluetooth audio permette di ascoltare solo ed esclusivamente gli audiolibri acquistati sul Kobo Store proprietario; niente file MP3 o M4B caricati manualmente.

Modding: NickelMenu e Kobo Patch cambiano le regole

Di base, Kobo ha riservato la sincronizzazione cloud con Google Drive e Dropbox soltanto ai modelli top di gamma più costosi (come la linea Libra o Forma), lasciando il Clara Colour e BW orfani di questa funzione.

Fortunatamente la natura aperta del software Linux di Kobo viene in soccorso agli utenti più smanettoni. Tramite strumenti come NickelMenu o le celebri Kobo Patch, è possibile modificare il comportamento del lettore in pochi minuti: si possono sbloccare i menu nascosti, abilitare il supporto diretto al cloud storage, personalizzare le spaziature dei font e ripulire l’interfaccia. (A questo proposito, stiamo ultimando una guida dettagliata passo-passo che pubblicheremo nei prossimi giorni).

Prezzo e disponibilità: l’ombra della crisi delle memorie

Chiudiamo con la nota dolente: il portafoglio.

Noi siamo stati particolarmente fortunati ad accaparrarci il set completo (dispositivo più sleep cover e alimentatore) in offerta a 150 euro da Unieuro, diventati poi 130 euro effettivi grazie al rimborso di 20 euro ottenuto per il pixel difettoso. A questa cifra è un affare indiscutibile.

Oggi, tuttavia, il quadro è mutato. Su Amazon e sui principali store il medesimo set tocca cifre sensibilmente più alte, con rincari che sfiorano i 100 euro in più. A pesare sui listini sono le tensioni sulla catena di fornitura e la generale crisi delle memorie che sta colpendo l’elettronica di consumo (di cui vi abbiamo parlato in un nostro recente articolo di approfondimento).

Verdetto finale

Il Kobo Clara Colour è un eReader piccolo, piacevolissimo da usare e capace di riaccendere il piacere della lettura quotidiana. Ha qualche limite software ereditato dai DRM Adobe e un battery drain evidente quando si usano periferiche Bluetooth, ma la combinazione tra formato compatto, ComfortLight PRO, SleepCover e flessibilità del modding lo rende un acquisto consigliato.

Scheda SinteticaValutazione
Ergonomia e Portabilità★★★★★ (tascabile, perfetto con SleepCover)
Schermo e Colori★★★★☆ (ottimo Kaleido 3, ma fondo più scuro del B/N)
Funzioni Extra★★★★☆ (Kobo remote, modding con NickelMenu)
Autonomia★★★☆☆ (settimane senza Bluetooth, ma cala a picco col telecomando)
Rapporto Qualità/Prezzo★★★☆☆ (ottimo se preso in sconto, penalizzato dai rincari attuali)

Quindi ricapitolando:

Pro

  • Ha sostituito del tutto il cartaceo nei tempi morti (colazione, bus)
  • Coppia vincente con telecomando per voltare pagina (compatibile anche con PowerPoint su Windows)
  • SleepCover fondamentale per tenerlo in piedi e risvegliarlo senza tasti
  • Compatibile con MLOL per prestiti bibliotecari gratuiti
  • ComfortLight PRO ideale per la lettura serale prima di dormire
  • Facilità di modding (NickelMenu / Kobo Patch per sbloccare funzioni)
  • 16 GB impossibili da esaurire con i soli libri
  • Lettura articoli web compatibile anche con Instapaper
  • Autonomia di settimane nell’uso standard

Contro

  • Possibile incidenza di pixel difettosi/morti all’acquisto (gestito con rimborso Unieuro)
  • Gestione MLOL legata al macchinoso sistema Adobe DRM
  • Prezzo salito vertiginosamente a causa della crisi delle memorie (+100 € rispetto alle offerte lancio)
  • Manca il sensore di luminosità ambientale
  • Audiolibri limitati esclusivamente al Kobo Store
  • Drain della batteria accentuato con telecomando (il Bluetooth forza l’avvio del Wi-Fi)
  • Mancanza nativa di Google Drive/Dropbox (riservati ai modelli top, anche se sbloccabili via patch)

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