Il pericolo della perdita di dati: conoscere i propri punti deboli. – Analisi Eset –

Quanti dati e informazioni sensibili oggi siamo costretti ad usare in ogni ambito, questo soprattutto online: infatti ogni giorno siamo bersagli o possibili bersagli di attacchi informatici, come anche può capitare (troppo spesso) che la nostra disattenzione o superficialità può portare alla perdita di dati.

Infatti lo smarrimento di dati e le violazioni sono all’ordine del giorno, ma ci sono ancora molte idee sbagliate su come e perché succedono. Se è vero che nell’immaginario comune il pericolo di perdita dei dati è legato ad ambientazioni hollywoodiane in cui gli attacchi informatici vengono sferrati da minacciosi hacker che operano da stanze da letto buie e tenebrose, la realtà è che la perdita di dati spesso è il risultato di uno sfortunato incidente o di una falla strutturale all’interno dell’azienda. Può dipendere da qualsiasi cosa, da un errore umano a da una “errata interpretazione” delle regole impostate nella rete aziendale.


Perdita di dati e violazione dei dati – qual è la differenza?

Viste le enormi differenze in questo tipo di incidenti, possiamo dividerli in due gruppi separati: violazioni dei dati e perdite dei dati.
In una violazione dei dati, i criminali hanno di solito bisogno di accedere a un server attraverso una vulnerabilità, o attraverso un tipo di attacco che potrebbe essere prevenuto adottando le giuste misure di sicurezza sul posto. In una perdita di dati è possibile che non ci siano falle di sicurezza evidenti ma che i dati si trovino nelle mani sbagliate per alcune azioni irresponsabili avvenute internamente all’azienda, o per esempio, a causa delle azioni dannose di un dipendente scontento.
La differenza tra “perdita” e “violazione” dei dati non è universale. La maggior parte degli esperti potrebbe classificare tutti questi tipi di perdita di dati come violazioni – in fin dei conti, entrambe le opzioni possono danneggiare la vostra azienda. Ma separandole è più facile analizzarne i problemi e capire al meglio come si verificano questi incidenti.
Così quando parliamo di perdita di dati, quali sono i punti deboli che dobbiamo prendere in considerazione?
1.         Errore umano
Nonostante gli investimenti fatti in una soluzione di sicurezza, l’errore umano è una di quelle cose che non potrete mai spiegare – almeno non del tutto. Secondo il 2015 Information Security Breaches Survey di PCW, il 50% delle peggiori violazioni dello scorso anno è stato causato da un errore umano involontario.
Solo pochi mesi fa, per esempio, il Federal Deposit Insurance Corp. ha subito le conseguenze di un episodio in cui un dipendente si è allontanato dagli uffici con un disco USB che conteneva i dati personali di 44,000 clienti. Successivamente si è stabilito che i dati erano stati scaricati “inavvertitamente e senza intenti malevoli”.
Il famoso detto dice, “errare è umano,” ma questo non significa che non sia possibile prevenire queste perdite di dati. Secondo il sondaggio 2015 di PWC il 33% delle grandi aziende afferma che la responsabilità sulla protezione dei dati non è chiara mentre il 72% delle aziende, dove i criteri di sicurezza non sono stati compresi correttamente, ha subito perdite di dati riconducibili al personale.
Assicurarsi che tutti i dipendenti abbiano una “consapevolezza informatica” e che la responsabilità della protezione delle reti non è solo appannaggio di pochi specialisti, ridurrà sensibilmente costosi errori.
2.         Furto
Per quanto ci piacerebbe dirvi che i dati vengono rubati solo da criminali all’esterno dell’azienda, sfortunatamente a volte i furti avvengono anche dall’interno; ne è un esempio quanto è accaduto nel Regno Unito, dove OFCOM, l’autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione, è venuto a conoscenza di un ex dipendente che ha raccolto dati di terze parti a scopo di lucro per un periodo di oltre sei anni. Il fatto è venuto a galla soltanto quando l’ex dipendente ha tentato di passare questi dati ai nuovi datori di lavoro, che hanno avvisato OFCOM di queste criminose attività.
A nessuna azienda piace trattare i propri dipendenti con sospetto, ma questo tipo di perdite di dati può essere prevenuto evitando inutili rischi. Quando sono coinvolti dei documenti sensibili, per esempio, assicuratevi di garantirne l’accesso soltanto a chi ne ha veramente necessità. Registrare tutti i dati dell’azienda in un unico gigantesco e comune server non è mai una buona idea.

3.         Uso non corretto
Anche quando le intenzioni dei dipendenti non sono malevole, le loro azioni minori possono ledere la sicurezza IT della rete e portare a perdite di dati.
Secondo un rapporto di Cisco del 2014, approssimativamente un quarto dei dipendenti intervistati ha ammesso di condividere informazioni riservate con amici, parenti o persino sconosciuti, e circa la metà dei dipendenti intervistati ha condiviso i dispositivi di lavoro con persone al di fuori dell’azienda senza supervisione.
Questi comportamenti potrebbero sembrare piuttosto “innocenti”, ma portano i dati sensibili dell’azienda fuori dal suo controllo. Le impostazioni e le procedure di sicurezza possono essere introdotte per limitare questo tipo di attività, ma persino questo tipi di misure possono essere superate.
Ora che abbiamo identificato i tre principali punti deboli per la perdita di dati, probabilmente vi state chiedendo come rinforzarli? Consultate il nostro recente post, Digital patch kit: come proteggersi dalle perdite di dati, per avere delle indicazioni pratiche su tutte le necessità della vostra azienda.
             Ulteriori informazioni  sono disponibili al seguente link sul nostro blog:
http://blog.eset.it/2016/09/il-pericolo-della-perdita-di-dati-conoscere-i-propri-punti-deboli/

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