iRobot: L’ascesa del robot domestico e il crollo inevitabile

0 commenti 10 Guarda 2 minutes Leggi

iRobot rappresenta una delle storie più emblematiche dell’innovazione tecnologica, nata dall’ambizione di rendere i robot compagni quotidiani nelle nostre case e capace di trasformare il concetto di automazione domestica. Dal garage di 3 visionari del MIT agli scaffali di milioni di famiglie in tutto il mondo, l’azienda ha scritto pagine di storia con prodotti rivoluzionari come Roomba, influenzando profondamente l’industria della robotica consumer e aprendo la strada a un futuro di intelligenza artificiale integrata nella vita di tutti i giorni. Tuttavia, il suo percorso si è concluso con un drammatico fallimento nel 2025, un monito su come anche i pionieri possano soccombere a concorrenza feroce, errori strategici e cambiamenti di mercato.

Fondazione e primi anni

image 13

iRobot nasce il 21 agosto 1990 come IS Robotics, fondata da Colin Angle, Rodney Brooks e Helen Greiner, ex studenti del MIT Artificial Intelligence Lab, con l’obiettivo di creare robot pratici per compiti pericolosi o noiosi. Nel 1991 sviluppa Genghis, un robot ispirato agli insetti per l’esplorazione spaziale, e nel 1996 Ariel per la rimozione mine subacquee. Un contratto DARPA del 1998 porta a PackBot, impiegato in zone di guerra e disastri come Ground Zero post-11 settembre e la fuoriuscita petrolifera nel Golfo del Messico.

Prodotti principali

image 14

Roomba, lanciato nel 2002, è il prodotto iconico: 1° aspirapolvere robotico consumer di successo, con oltre un milione di unità vendute entro il 2004 e modelli evoluti come i7+ (2018) con mappatura Imprint e svuotamento automatico. Altri successi includono Braava per lavaggio pavimenti (2016), Scooba (2005, poi sostituito), robot educativi come Root e Create, e tentativi come Terra per tosaerba (rinviato). La gamma si espande con acquisizioni come Evolution Robotics (2012) e Aeris Cleantec (2021) per purificatori d’aria.

Impatto sulla tecnologia

iRobot ha creato la categoria dei robot domestici, vendendo oltre 50 milioni di unità e introducendo innovazioni come vSLAM per navigazione visiva, iRobot OS (2022) per AI personalizzata e integrazione con Alexa/Google. Ha influenzato NASA con micro-rover, sanità con RP-VITA e educazione STEM con piattaforme programmabili, spingendo l’automazione smart home. Vendendo la divisione militare nel 2016 per $45 milioni, si concentra sul consumer, quotandosi in Nasdaq (2005) e raggiungendo $891 milioni di ricavi nel 2023.

Declino e fallimento

Dopo il picco pandemico, iRobot perde quote di mercato contro rivali asiatici più economici, con stagnazione innovazione e debiti accumulati. L’accordo Amazon del 2022 ($1.7 miliardi) fallisce nel 2024 per antitrust UE/USA, portando a $94 milioni di fee, licenziamenti (31% forza lavoro) e dimissioni del CEO Angle. Il 14 dicembre 2025, deposita Chapter 11 in Delaware: azioni azzerate, controllo a Picea Robotics (principale creditore/fornitore cinese).

Ma le operazioni di iRoomba sono davvero finite, o continueranno in qualche modo a influenzare la nostra vita quotidiana?

Lascia un commento