Doom loop e AI: cosa succede se il web smette di produrre contenuti originali?

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Facciamo una domanda a un’intelligenza artificiale, leggiamo la risposta e chiudiamo la pagina. È comodo, ma spesso non visitiamo i siti da cui provengono le informazioni.

Per chi scrive articoli, pubblica guide o svolge ricerche, quelle visite contribuiscono a sostenere il lavoro. Se diminuiscono, produrre nuovi contenuti può diventare più difficile. E qui nasce una domanda: da dove prenderà le informazioni l’AI, se le fonti originali avranno sempre meno risorse?

Il rischio di un circolo vizioso

Nel mio ultimo articolo su Substack parlo di doom loop, un possibile circolo vizioso tra risposte automatiche, perdita di traffico e aumento dei contenuti generati dall’AI.

Il rischio è ritrovarci con tante pagine che ripetono le stesse informazioni, ma con meno persone impegnate a verificarle, aggiornarle o scoprirne di nuove. Se un errore viene ripreso più volte, la sua diffusione può farlo sembrare attendibile.

Questo non significa che l’intelligenza artificiale sia destinata inevitabilmente a peggiorare. Significa però che la qualità delle fonti conta, anche quando una risposta è immediata e scritta bene.

Chi sostiene il lavoro dietro una risposta?

La questione riguarda anche il riconoscimento del lavoro di editori, autori e ricercatori. Se i loro contenuti alimentano servizi AI, come possono continuare a finanziare la produzione di informazioni originali?

Nell’articolo completo approfondisco il fenomeno delle ricerche senza clic, le controversie sull’utilizzo dei contenuti e le proposte per remunerare chi li produce.

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La versione completa dell’articolo, con approfondimenti, curiosità e riflessioni sul mondo Microsoft e della tecnologia, è disponibile su Substack.

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