lunedì, Luglio 27, 2026

Recensione – Masters of the Universe (2026): il ritorno di He-Man tra nostalgia e occasioni mancate

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Recensione – Masters of the Universe (2026): il ritorno di He-Man tra nostalgia e occasioni mancate

Dopo quasi 40 anni da I dominatori dell’universo (1987; chiamato anche I signori dell’universo), He-Man torna finalmente al cinema con un nuovo adattamento live action diretto da Travis Knight. L’obiettivo è chiaro: rilanciare il franchise per una nuova generazione senza dimenticare chi è cresciuto con i giocattoli Mattel e la storica serie animata. Il risultato è un film spettacolare, divertente e visivamente più vicino all’immaginario di Eternia rispetto al suo predecessore, anche se non mancano alcune scelte discutibili.

La prima cosa che colpisce è il lavoro svolto sul design di Adam/He-Man. Il costume indossato da Nicholas Galitzine è probabilmente il miglior adattamento cinematografico mai visto del personaggio: fedele ai colori e alle proporzioni dell’eroe originale, moderno senza tradire il materiale di partenza e infinitamente più convincente dell’armatura utilizzata da Dolph Lundgren nel 1987. È un He-Man che sembra davvero uscito dalle illustrazioni e dalle confezioni dei giocattoli.

Fra parentesi, Dolph Lundgren appare come cameo in una scena, con l’obiettivo di dare consigli all’Adam adulto che sta cercando sé stesso.

Anche il casting convince. Camila Mendes offre una Teela determinata, carismatica e credibile nelle scene d’azione. Ma per chi ha amato il film del 1987 è impossibile non notare un dettaglio curioso: la somiglianza con Chelsea Field è sorprendente. In diverse inquadrature sembra quasi di vedere la “gemella” della Teela originale, un richiamo involontario che farà sicuramente sorridere gli spettatori più nostalgici.

Se avete visto la serie Riverdale, saprete che la Mendes ha capelli di un altro colore, ovvero scuri. Anzi, in questo film, in certi momenti sembra omaggiare anche la rossissima Madelaine Petsch nel ruolo di Cheryl Blossom.

Il nuovo film riesce inoltre dove la pellicola della Cannon si era dovuta arrendere ai limiti del budget: Eternia è finalmente protagonista. Castello di Grayskull, i suoi paesaggi e l’atmosfera fantasy sono più presenti e contribuiscono a dare al film quella dimensione epica che i fan aspettavano da decenni.

Eppure c’è un aspetto che lascia davvero l’amaro in bocca. Alcuni dei personaggi più iconici del franchise sembrano quasi dimenticati. Battle-Cat, da sempre il compagno inseparabile di He-Man, ha uno spazio sorprendentemente ridotto, tanto da essere quasi una comparsa. Ancora più evidente è l’assenza di Orko, una figura fondamentale sia nella serie animata sia nell’immaginario collettivo dei fan. È una scelta difficile da comprendere, soprattutto considerando quanto questi personaggi abbiano contribuito alla popolarità del marchio. Orko compare in un cameo solo in una scena durante i titoli finali. Anche molti spettatori hanno espresso delusione per il poco spazio riservato a Battle Cat.

Il confronto con I dominatori dell’universo del 1987 è inevitabile. Quel film, pur limitato da un budget ridotto e da una lunga parentesi ambientata sulla Terra, aveva un fascino particolare grazie all’interpretazione memorabile di Frank Langella nei panni di Skeletor e all’entusiasmo con cui affrontava il materiale originale. Il nuovo Masters of the Universe è tecnicamente superiore praticamente sotto ogni aspetto, ma in alcuni momenti sembra sacrificare parte dell’anima del franchise, rinunciando proprio ad alcuni dei suoi personaggi più amati.

Masters of the Universe è un buon rilancio della saga: spettacolare, ben interpretato e finalmente capace di mostrare Eternia come i fan l’hanno sempre immaginata. Tuttavia, è difficile non pensare che con qualche minuto in più dedicato a Battle Cat e con la presenza di Orko il film avrebbe potuto conquistare ancora più facilmente il cuore degli appassionati storici.

Comunque, alcuni personaggi malvagi del 1987 avevano dei costumi più convincenti rispetto a quelli del nuovo film (dove non compaiono i compagni di squadra di He-Man). Inoltre, in almeno una scena, Mekaneck, personaggio la cui testa si allunga, è fatta passare per la parte errata dello schermo. Dovrebbe comparire dall’alto, ma si dirige verso destra.

Una nota negativa riguarda il doppiaggio italiano. I personaggi terrestri del film del 1987 avevano un volume inferiore rispetto ai personaggi di Eternia. Nel nuovo film, il doppiaggio di Skeletor è fatto male. A causa di effetti sonori, spesso si fatica a capire ad apprezzare quello che sta dicendo.

Voto: 4/10. Un ritorno convincente del Potere di Grayskull, che dimostra quanto il mondo di He-Man abbia ancora molto da offrire… ma ricorda anche che alcuni eroi, anche se piccoli o a quattro zampe, meritano di essere protagonisti tanto quanto il loro principe di Eternia. E alcuni errori hanno portato a perdere il voto finale, che si sarebbe potuto avvicinare all’8.

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