Sanremo Story: 2011

Sanremo Story: 2011

Pochi giorni fa si è tenuto il 70° Festival della Canzone Italiana, cioè il Festival di Sanremo. Oggi, però, parliamo del 61°, cioè dell’edizione del 2011.

Se il Festival del 2020 ha chiuso il decennio, quello del 2011 è stato il primo del secondo decennio del XXI secolo. Avete preso in mano una calcolatrice? Provo a semplificare. Un decennio inizia con l’anno 1 e finisce con l’anno 10. Il XXI secolo è iniziato nel 2001, mentre nel 2000 è finito il XX secolo. Di conseguenza il primo decennio va dal 2001 al 2010. Con il 2011 inizia il secondo decennio, che finisce nel 2020.

Questo significa che oggi iniziamo a parlare della musica dell’ultimo decennio!

Questo è stato il primo dei due Festival condotti (almeno finora) da Gianni Morandi. Per raccontare i 150 anni dall’unità d’Italia (era il 1861), si dedicò molto spazio alle musiche della storia italiana, ma Gianni Morandi presentò Rinascimento, una canzone di cui nacquero diverse discussioni nel Web su chi fossero gli autori e a quale religione appartenessero (nella canzone si legge che questo mondo “cercare Dio” che “la soluzione forse è pregare” e “una vita più spirituale”). Gli autori sono Mogol e Gianni Bella.

Gianni Morandi ricevette il Premio “Città di Sanremo” alla carriera. Per la prima volta, questo premio fu consegnato al conduttore del Festival.

Durante la terza serata, i cantanti si sfidarono in una gara secondaria, dedicata al 150° anniversario dell’unità d’Italia. Ognuno cantò una canzone che ha segnato la storia del nostro Paese. Ecco alcune delle canzoni che furono eseguite:

Mille lire al mese (Patty Pravo), ’O surdato ’nnamurato (Roberto Vecchioni), Mamma mia dammi cento lire (Max Pezzali con Arisa), Addio mia bella addio (Luca Barbarossa e Raquel del Rosario).

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Quello era anche il periodo in cui Belén Rodríguez era presente in ogni programma televisivo italiano, e non mancò neanche al Festival come coconduttrice, insieme con Elisabetta Canalis e il duo Luca e Paolo. No, non è il duo che aveva condotto due anni prima. Si tratta di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu.

Scopriamo la classifica, che vide i partecipanti suddivisi in due categorie.

Vincitore del 2011 è stato Roberto Vecchioni con la sua Chiamami amore. Vecchioni ricevette il Premio Mia Martini della Critica sezione Artisti e il Premio della Sala Stampa Radio e TV sezione Artisti.

Al secondo posto arrivarono Modà con Emma cantando Arriverà.

Al Bano torna sul podio con una canzone, Amanda è libera, che tocca un argomento particolare: il mondo della prostituzione. Il brano è dedicato all’omicidio di Doris Iuta, una donna nigeriana venuta in Italia per trovare una nuova vita, ma è finita con il fare la prostituta. La canzone fu eliminata alla fine della seconda serata, per poi esser ripescata nel corso della terza. Inoltre, Al Bano ricevette il Premio Nata per unire – 150° anniversario dell’Unità d’Italia cantando un suo cavallo di battaglia: Va, pensiero.

4. Davide Van de Sfroos – Yanez

5. Luca Madonia con Franco Battiato – L’alieno

6. La crus – Io confesso

7. Nathalie – Vivo sospesa

8. Luca Barbarossa e Raquel del Rosario – Fino in fondo

9. Anna Tatangelo – Bastardo

10. Giusy Ferreri – Il mare immenso

La Sezione Giovani fu vinta da Raphael Gualazzi con Follia d’amore. Gualazzi ricevette il Premio Mia Martini della Critica sezione Giovani. il Premio della Sala Stampa Radio e TV sezione Giovani e il Premio regione Liguria.

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Al secondo posto arrivò Micaela con Fuoco e cenere, seguita da Roberto Amadè con Come pioggia.

4. Serena Abrami – Lontano da tutto.

Fra gli ospiti, come non ricordare l’onnipresente Antonella Clerici? Come Belén, anche lei è sempre presente, nel suo caso, però, nei programmi RAI.

Come saprete, in occasione del Festival, i cantanti non presentano semplicemente una nuova canzone, perché di solito questa è connessa a un nuovo album. In quest’occasione, Gianni Morandi pure presentò una nuova canzone, Rinascimento, cui fece seguito un album con le canzoni che lui eseguì durante le serate più un secondo album.

Tornate presto, perché continueremo a viaggiare nel secondo decennio del XXI secolo.

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