L’IA di Google scrive il suo primo “plagio” musicale

isGoogle, si sa, presenta continuamente esperimenti che, di solito, riescono in qualità o, per lo meno, a richiamare l’attenzione del mondo. Uno dei progetti riguarda un’Intelligenza Artificiale capace di emulare i compositori. Si tratta del programma Magenta, una rete neurale.
Project Magenta ha composto un brano per pianoforte che potete scaricare scaricando qui. A quanto pare, l’algoritmo ha “studiato” i video presenti su YouTube oppure i link a file audio che si possono recuperare tramite il motore di ricerca di Google. Infatti, questo brano si può confrontare con un altro brano composto da esseri umani una ventina di anni fa per un documentario. Si scopre che Magenta lo ha velocizzato, creando quello che in gergo compositivo si chiama “variazioni su un tema” (e che qualcuno definirebbe volgarmente “plagio”). Potete scaricare da qui un arrangiamento realizzato con una Yamaha Tyros5-76, basato sullo spartito originale.
Il brano s’intitola Making Known the Kingdom Truth. Si tratta di un inno religioso tradotto in 815 lingue al momento in cui scriviamo. Qui si trova il documentario originale.

N.B.: normalmente un plagio richiede la scopiazzatura di una frase musicale (16 battute dello spartito). In questo articolo, il termine “plagio” è utilizzato in tono “caricaturare”, non legale).

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