Google e Facebook potrebbero conoscere le nostre preferenze sessuali (anche con la modalità incognito)

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Avete letto bene: la nostra privacy potrebbe esser in pericolo anche quando visitiamo un sito porno. A riportarlo è uno studio condotto da Microsoft, una Università di Carnegie Mellon e l’università della Pennsylvania, pubblicato da AndroidAuthority

Il 93% dei siti condivide i dati

I siti oggetto di studio sono stati oltre 20 mila e fra questi il 93% condivide i dati con terze parti. I servizi utilizzati sono relativi le API relativi Google Analitycs e Facebook Developer, ovviamente ciò non significa che vengano utilizzati ma che hanno accesso a quest’ultimi sicuramente.

I ricercatori hanno indicato che è Google la principale “indiziata” in quanto i propri servizi di tracciamento riguardano oltre il 74% dei siti oggetto di studio, mentre Facebook si attesta al 10%.

Anche nella modalità incognito si è a rischio

Usando la modalità incognito, che impedisce il salvataggio delle ricerche e dei cookie, si è comunque a rischio. Infatti i dati trasferiti al provider o ai siti web rimangono i medesimi.

Modalità incognito attiva
Modalità incognito attiva

Questo tipo di dati sono particolarmente “sensibili” ed il rischio di esser usati non può esser trascurato. Speriamo che il problema venga mitigato e risolto e che le autorità possano intervenire in merito.

Via: AndroidAuthority

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Elvis

Microsoft MVP Windows Expert dal 2011 fino al 2017 e dal 2017 Microsoft MVP Windows Insider. Google Certified e Comptia Security + Certified, ha scritto per WindowsBlogItalia e Windowsteca. Appassionato ed esperto dei sistemi Microsoft Windows e della sicurezza informatica.

In caso di difficoltà non esitate a commentare l'articolo; prima di fare modifiche al sistema è consigliato creare un punto di ripristino.

In caso di installazione di strumenti terzi prestare attenzione alle spunte ed alle installazioni supplementari superflue.
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