Selfitis, la malattia che impazza

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Potrebbe sembrare un dativo o un ablativo latino, ma il termine “selfitis” è un neologismo inglese derivato da un’altra parola che negli ultimi anni è diventata molto famosa: “Selfie”. Nel vocabolario Treccani.it troviamo la seguente definizione:

Autoritratto fotografico generalmente fatto con uno smartphone o una webcam e poi condiviso nei siti di relazione sociale. Dall’ingl. d’America selfie.

Sin da quando quest’usanza è diventata una moda, si è vociferato che chi faceva uso del selfie, in realtà, aveva tendenze pericolose, addirittura omicide. Non tutti erano d’accordo. Nel 2014 l’American Psychiatric Association (APA) realizzò inconcludenti ricerche (ma potrebbe non averle neanche fatte, perché la notizia fu considerata una bufala), ma a quanto pare coniò il termine selfitis per indicare che chi esagera con i selfie soffre di un disordine mentale. Qualcuno aveva addirittura ipotizzato che l’uso del selfie fosse stato inventato da alcuni serial killer.

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La ricerca si è trasferita dall’America all’India e al Regno Unito, offrendo dei risultati concreti, pubblicati nell’International Journal of Mental Health. Il ricercatore indiano Janarthanan Balakrishnan e il ricercatore inglese Mark D. Griffiths hanno stabilito la scala per riconoscere il livello di ossessione (SBS). In questo modo, hanno dimostrato ciò che era chiaro a tutti: non tutti coloro che fanno i selfie soffrono di disordini mentali e, nel caso in cui ne soffrissero, non sarebbero tutti quanti allo stesso livello.

L’uso ossessivo del selfie colpisce maggiormente gli uomini, nonostante per le strade delle località più frequentate nei periodi di vacanza si vedano diverse donne scattarsi fotografie. È possibile che le donne sappiano controllarsi meglio, e che l’effetto “assuefazione” colpisca maggiormente gli uomini (lo stesso si diceva all’inizio del fumo, per poi scoprire che un elevato numero di donne ne è assuefatto).

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Indistintamente dal sesso, sembra che i più a rischio siano gli adolescenti fra i 16 e i 20 anni. Per rendere un’idea del fenomeno, in media i ragazzi scattano una media di almeno 8 selfie giornalieri, condividendone almeno 3 nei social network.

Secondo il traduttore di Google, la parola “selfitis” significa sia “autoscatto/i” sia “autolesionista” o “autolesionismo”.

Si legge in un articolo del New York Post dedicato all’argomento:

Chi soffre di autolesionismo [selfitis] cerca generalmente di aumentare la propria autostima, cercare attenzione, migliorare il proprio umore, creare ricordi, conformarsi al proprio gruppo sociale ed essere socialmente competitivi.

La scala, che va da 1 a 100, è basata su una ricerca compiuta su un gruppo di 200 indiani, perché l’India ha il più alto numero di iscritti a Facebook e anche il più alto numero di morti per aver tentato di fare un selfie in un luogo pericoloso.

Il dott. Janarthanan Balakrishnan ha dichiarato:

“In genere, coloro che ne soffrono, soffrono di mancanza di fiducia in sé stessi e cercano di ’adattarsi’ a coloro da cui sono circondati e possono mostrare sintomi simili ad altri comportamenti potenzialmente coinvolgenti. Ora sembra che l’esistenza della condizione sia stata confermata, si spera che ulteriori ricerche saranno condotte per capire di più su come e perché le persone sviluppano questo comportamento potenzialmente ossessivo e cosa si può fare per aiutare le persone che sono maggiormente colpite”.

Ecco come puoi scoprire se soffri di selfitis

Rispondi alle seguenti 10 domande su una scala da uno a cinque, dove cinque indica che sei fortemente d’accordo e uno che sei fortemente in disaccordo. Alla fine aggiungi tutti i tuoi punteggi. Più alto è il tuo punteggio (fino a 200) maggiore è la probabilità che tu soffra di selfitis.

  1. Fare autoscatti mi dà la sensazione di poter apprezzare al meglio il mio ambiente
  2. Condividere i miei selfie crea una sana competizione con i miei amici e colleghi
  3. Condivido i miei selfie sui social media per ottenere popolarità
  4. Sono in grado di ridurre il mio livello di stress facendo selfie
  5. Sono fiducioso quando faccio un selfie
  6. Ricevo più consenso tra i miei compagni quando faccio e condivido selfie sui social media
  7. Sono in grado di esprimermi di più nel mio ambiente attraverso i selfie
  8. Provare diverse pose selfie aiuta ad aumentare il mio status sociale
  9. Mi sento più popolare quando pubblico i miei selfie sui social media
  10. Prendere più selfie migliora il mio umore e mi fa sentire felice
  11. Divento più ottimista quando faccio selfie
  12. Divento un membro forte del mio gruppo grazie ai post sui selfie
  13. Fare autoscatti fornisce ricordi migliori
  14. Pubblico frequenti selfie per ottenere più “Mi piace” e commenti sui social media
  15. Pubblicando i selfie, mi aspetto che i miei amici mi apprezzino
  16. Fare selfie modifica istantaneamente il mio stato d’animo
  17. Faccio più selfie che guardo in privato per aumentare la mia sicurezza
  18. Quando non faccio selfie, mi sento distaccato dal mio gruppo
  19. Considero i selfie come trofei da ricordare in futuro futuri
  20. Uso gli strumenti di foto-ritocco per migliorare il mio selfie in modo da sembrare migliore di altri
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Giovanni Correddu

Appassionato del mondo Windows dai tempi di Windows 95 fino a Windows 10 Consulente Digitale presso 10 kilo.it e Genius presso TechAssistance.it. Creatore e compositore musicale.

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